Contributi degli studenti

Una passeggiata per la Roma Medievale – Marina Botta

In data 6 febbraio 2019 la classe IIIB Liceo delle Scienze Umane ha partecipato ad una visita culturale in Roma con la collaborazione del Progetto curato Progetto Zètema[i]. Il tema della visita è stato la Roma Medievale: la visita ha infatti offerto alla classe la scoperta di quei luoghi medievali che la città conserva.

In mattinata la classe si è recata al centro di Roma accompagnata da una guida del progetto. Si è così effettuato un percorso dal Campidoglio al Teatro Marcello, attraversando Piazza Morgana e il Portico d’Ottavia. Di seguito se ne propone la descrizione.

Il Medioevo rappresenta un periodo storico di fondamentale importanza per Roma, caratterizzato da diverse modifiche di edifici e monumenti antichi. La città di Roma è nota per molti monumenti dell’età antica e dell’età cristiana; alcuni dei quali rivisitati appunto nell’età medievale. Il tema centrale del Medioevo è infatti il tema del riuso: consiste in una pratica molto diffusa nel mondo medievale in cui avveniva la trasformazione o rivisitazione di edifici dell’Antichità. Un esempio è quello del tempio dedicato alla Triade Capitolina. 

Fotografia 1Campidoglio

Nel Campidoglio sorgeva un tempio dedicato alla Triade Capitolina. Quando Roma perde il ruolo di capitale dell’impero il degrado si diffonde più velocemente: il Campidoglio viene chiamato Monte Caprino (sorgono dei pascoli), e Roma inizia a cambiare orientamento. All’interno del palazzo si insediano diverse famiglie che vennero cacciate prima dal papa e poi dall’imperatore, per paura che il potere di queste famiglie potesse superare il loro. Il comune di Roma, che nasce tra il 1143 e il 1144, ha come sede proprio quel palazzo e poiché era una forma di potere civile e popolare, il papa cerca di impadronirsi nuovamente del palazzo. Il papa una volta ripreso il palazzo lo trasforma in una vera e propria fortezza. L’archivio di stato fu inoltre costruito con una pietra vulcanica molto resistente.

Fotografia 2-Struttura palazzo senatorio

Il palazzo Senatorio sorge sulle rovine di due edifici di età romana: il Tempio di Veiove e il Tabularium. Gli interventi più importanti riguardano la facciata verso la futura piazza del Campidoglio, mentre nella parte retrostante si distingue ancora la struttura del Palazzo Senatorio duecentesco: un lungo ed alto edificio occupava il fronte dell’attuale facciata, rinforzato sugli angoli da due torri. Il palazzo Senatorio si distingue per l’alta torre di epoca medievale, dove si trovava la Patarina, una famosa campana. Sulla cima si trova un’antica statua della dea Minerva, mentre sul lato rivolto verso la piazza nel 1806 è stato collocato l’orologio in precedenza posto sulla facciata dell’Aracoeli. Si entra nel palazzo attraverso l’ingresso laterale.

 

 

 

 

 

Fotografia 3-Struttura palazzo senatorio                        Fotografia 4-Struttura palazzo senatorio

Il Foro Romano è situato al retro del Palazzo Senatorio e costituì il centro commerciale, religioso e politico della città di Roma. La piazza di forma rettangolare nacque come luogo di mercato oltre che per lo svolgimento della vita politica e giudiziaria, in un punto centrale della città verso cui convergevano molte importanti strade. Nel Medioevo inoltre si perdono le conoscenze per la costruzione delle cupole, ritenute troppo complicate.

Fotografia 5-Vista retro palazzo

Tra le più importanti chiese medievali ricordiamo quella di Santa Maria in Aracoeli, in piazza Campidoglio. Essa sorge sulla cima più alta del Campidoglio, sede del tempio di Giunone Moneta. Si è ipotizzato che la chiesa sia in connessione con l’esistenza di un palazzo Augusteo, situato appunto sul Campidoglio. La chiesa fu costruita, in stile romanico, nella metà del XII secolo, con l’affresco della “Madonna ed il Bambino fra due Angeli”. Questo affresco ha origine da una leggenda: si narra che un giorno l’imperatore Augusto abbia avuto l’apparizione di una vergine con un bambino che avrebbe dominato il mondo, quindi fece costruire un altare proprio con questa figura.

Fotografia 6-Entrata di Santa Maria di Aracoeli

Nel Medioevo la chiesa divenne quasi il nuovo foro di Roma, riunì infatti tutta la celebrità del Campidoglio medievale. L’interno è strutturato in tre navate divise da antiche colonne di differenti tipologie, provenienti da vari edifici dell’Antica Roma; il pavimento è in stile cosmatesco di disegni geometrici e il soffitto in legno è decorato con dipinti che illustrano la Battaglia di Lepanto. Nel Medioevo inoltre l’utilizzo del bronzo svanisce. La statua di Marco Aurelio è l’unica statua bronzea che è sopravvissuta. La statua rappresenta un cavaliere a cavallo ed è situata in Piazza Campidoglio, ma inizialmente si trovava vicino San Giovanni. La statua riuscì a sopravvivere perché per tutto il periodo medievale si credette fosse di Costantino (colui che introdusse la libertà di culto). Nacque nel periodo medievale una leggenda anche sulla statua di Marco Aurelio. Tra le orecchie del cavallo è presente un ciuffo di peli, una civetta. In origine la statua era dorata e, secondo la leggenda, nel momento in cui la doratura sarebbe scomparsa del tutto, la civetta si sarebbe svegliata e sarebbe iniziata l’apocalisse.

L’insula è un’antica abitazione romana a più piani del II secolo d.C., situata ai piedi della scalinata della Basilica di Santa Maria in Aracoeli. Il pianterreno, ad un livello notevolmente più basso dell’attuale piano stradale, è costituito da taberne che si aprono su un cortile, circondato da un portico a pilastri.

Fotografia 7-Insula romana

Le “taberne“, probabilmente utilizzate come botteghe, comunicavano direttamente con ambienti soprastanti. Il pavimento, originariamente di legno, è ora scomparso. Una balconata su mensole di travertino segna il passaggio agli appartamenti da affitto, costituiti da un grande numero di ambienti, illuminati da finestre rettangolari. Gli ambienti diventano sempre più piccoli man mano che si sale ai piani superiori. Ciò costituisce un tipico esempio dell’urbanistica della Roma imperiale: si è calcolato che ospitasse, in condizioni non certo confortevoli, circa 380 abitanti, cioè un vero e proprio dormitorio per poveri. Fu questa, per milioni di persone, la sostanza reale della vita quotidiana.

Fotografia 8-Insula romana

La sua diffusione non fu legata solo alla richiesta di abitazioni a basso costo, ma anche alla varia ricchezza delle classi sociali, che resero l’insula adatta a soddisfare varie esigenze. Al primo piano perciò si collocavano i benestanti, che andavano a occupare l’abitazione di maggior pregio spesso fornita di una balconata poggiante su mensole, e poi via via tutti gli altri fino al “superattico” abitato dai poveri. Nel periodo medievale dalla parte più alta dell’edificio fu ricavata la piccola Chiesa San Biagio de Mercatello. Sul pendio ai piedi del Campidoglio e della Basilica di SantaMaria in Aracoeli era infatti situato un mercato che si teneva in piazza.

Fotografia 9-Abitazione medievale

La costruzione delle torri è una delle caratteristiche principali dell’epoca medievale. Le abitazioni nelle case-torri erano abitazioni per famiglie   nobili e potenti. Fra le più importanti torri ricordiamo quella di Piazza Margana, che prende il nome dall’antica famiglia dei Margani, una delle più potenti della Roma medievale. Piazza Margana, situata vicino via dei Delfini, è caratterizzata da un’atmosfera che trasmette un senso di antico.

La torre, conosciuta come torre Margana, ha perduto gran parte della sua costruzione iniziale, a causa di un crollo. È suddivisa in tre piani, il piano terra era separato dai piani superiori e per salire si utilizzava una scala che durante la notte veniva rimossa in caso di pericolo. Le colonne visibili sulla facciata rappresentavano la ricchezza della famiglia, mentre sul lato che affaccia sulla via si osservano tre finestre.

 

  

 

 

 

 

 

 

 

Fotografia 10-Abitazione medievale Fotografia 11-Abitazione medievale

Fotografia 12-Portico d’Ottavia

Il Portico d’Ottavia è situato tra il quartiere del Ghetto ebraico e del Teatro Marcello. Il Portico d’Ottavia fu costruito sullo stesso luogo di un edificio più antico, il “Portico di Metello”. Il Portico venne chiamato così perché fu dedicato alla sorella dell’imperatore, Ottavia. Il portico aveva più funzioni ed edifici e comprendeva il tempio di Giunone Regina, il tempio di Giove, biblioteche e la curia. Le due facciate erano precedute da quattro grandi colonne, restano in piedi le due colonne di sinistra, mentre quelle di destra furono sostituite nel periodo medievale da un arco in corrispondenza della chiesa di S. Angelo in Pescheria. Il tempio fu rinominato infatti “S. Angelo in Pescheria” poichè sotto la chiesa, nella piccola piazzetta, venne allestito un importante mercato di pesci. Il mercato veniva chiamato “Forum Piscium” o “Pescheria Vecchia” e gran parte dei pesci venivano pescati dal Tevere. Sulla parte destra del grande arco si nota una targa in latino che dice: “debbono essere date ai Conservatori (alti funzionari del Campidoglio) le teste di tutti i pesci che superano la lunghezza di questa lapide, fino alle prime pinne incluse”. La testa del pesce era considerata la parte più prelibata, ottima per le zuppe, e chi osava trasgredire questa regola, veniva punito con pene severissime. A partire dalla fine dell’VIII e fino al XII secolo il settore rivolto verso la chiesa venne occupato da un’area cimiteriale con decine di sepolture a diversi livelli. Il Portico d’Ottavia durante la sua storia millenaria subì svariati rifacimenti, dopo essere stato distrutto da ben due incendi e da un terremoto. I resti che possiamo vedere oggi appartengono al restauro del 203 d.C. effettuato a Settimio Severo.

Il teatro Marcello, in gran parte conservato, è l’unico teatro antico rimasto a Roma. Innalzato nella zona sud del Campo Marzio nota come Circo Flaminio, tra il fiume Tevere e il Campidoglio, fu voluto da Cesare e proseguito da Augusto. Quest’edificio segnò un passaggio fondamentale nell’evoluzione del teatro romano, perché fino ad allora gli spettacoli teatrali si svolgevano in provvisorie strutture lignee, cosa che tornerà nel Medioevo. Il teatro Marcello venne assunto come modello per la costruzione del Colosseo. La capienza del teatro è stata stimata sui quindicimila posti, ma in particolari casi di necessità poteva arrivare ad ospitare anche ventimila persone. Come il Colosseo, costruito ottantatre anni dopo, anche il teatro di Marcello era dotato di un velario per ripararsi dal sole. La facciata esterna della cavea, in travertino, era costituita originariamente da quarantuno arcate e dei tre piani che la costituivano sono conservati parte del primo e del secondo, di ordine ionico e dorico, mentre del terzo furono viste solamente poche tracce. Il teatro venne dedicato a Marcello, morto molto giovane, ovvero nipote di Augusto e  figlio di Ottavia. Nel Medioevo il teatro non venne utilizzato come teatro ma come fortezza: gli archi vennero chiusi e vennero costruite botteghe e appartamenti. Alle spalle del teatro è presente la chiesa di Santa Rita.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fotografia 13-Teatro Marcello                   Fotografia 14-Teatro Marcello

In conclusione, questa visita culturale ha rappresentato un’esperienza curiosa ed interessante poiché la classe ha avuto l’opportunità di conoscere nuovi aspetti della capitale. La guida è sempre stata precisa e dettagliata nelle spiegazioni, ha saputo catturare l’attenzione di noi ragazzi ed è riuscita a rappresentare al meglio i luoghi visitati. La città di Roma possiede un grandissimo patrimonio culturale e storico e per questo, è importate conoscerne le sue fonti.

Questa visita ha superato di molto le aspettative della classe: non solo ci ha incuriositi nel corso delle spiegazioni, ma abbiamo imparato che vivendo in una città come Roma è bello, curioso, affascinante ed interessante conoscere la storia di ciò che ci circonda, poiché anche solo camminando per le strade si respira l’aria dell’antichità.

Inoltre, oggi il panorama di Roma è dominato principalmente da vestigia dell’Antica Roma e palazzi e opere barocche. C’è chi ritiene che a Roma sia cosa ardua trovare luoghi della città medievale: grazie però a questa visita culturale abbiamo appreso che l’impronta lasciata nell’epoca medievale è ancora abbastanza presente a Roma, bisogna solo sapersi guardare intorno.

La visita culturale effettuata con la collaborazione del Progetto da Zétema si è quindi rilevata un’esperienza molto interessante ed è stata uno stimolo ad ampliare le conoscenze della città in cui viviamo: anche prendendosi qualche pausa per un caffè.

[i] [i] [i] Il nome Zètema è la trascrizione italiana di un termine che in greco antico indica la ricerca. Zètema, è per Socrate la ricerca personale e rigorosa di ogni nozione, di ogni valore. Un nome impegnativo con un richiamo ad una cultura e ad una filosofia altissime, alla base stessa della nostra civiltà. In questo caso si fa riferimento alla società che si è occupata di accompagnare e organizzare l’uscita didattica con la classe terza B del liceo delle Scienze Umane dell’Istituto Margherita di Savoia di Roma.

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