Contributi degli studenti

La scuola e la Regina Madre – Sofia Telari

Dalla culla e non dalla scuola
deriva l’eccellenza
di qualunque ingegno mai fusse…

Pietro Aretino (1492, 1556)

La sig.ra Margherita di Savoia nasce addirittura nel lontano nel 1851 a Torino. È presa in moglie dal cugino Umberto nel 1868 e diventa, come inevitabile e ineccepibile destino di sorte: prima regina e consorte del Regno Unito d’Italia.

Tre grandi eventi hanno caratterizzato la vita della regina: il 9 Gennaio del 1878 muore il Re Vittorio Emanuele II di Savoia, gli succede Umberto I e con lui sua moglie Margherita; nel 1900 Gaetano Bresci, anarchico spara a Re Umberto I, già scampato a due attentati e lo uccide; la Corona passa a suo figlio Vittorio e a sua moglie Elena, mentre Margherita diviene pertanto la Regina nota poi come “La Regina madre”.

Margherita di Savoia partecipa in maniera attiva alla vita politica del marito e cerca per tutta la sua vita di creare consenso alla monarchia tramite un rapporto aperto e diretto con il popolo. Questa una sua particolare caratteristica che la contraddistinse per tutto l’arco della sua esistenza. Ne abbiamo una prima dimostrazione durante il suo viaggio di nozze in carrozza, attraverso le più grandi città del Regno: in un giorno di pioggia compie un gesto di solidarietà con il popolo, facendo scoprire appunto la sua stessa carrozza. Per l’epoca non era un gesto che possiamo dare realmente per scontato.

Nel 1871, poi con la nota “Breccia di Porta Pia”, Margherita e Umberto I, lasciano la vita di corte a Torino, e si spostano a Roma, divenuta capitale. Qui la Regina crea il suo circolo culturale, in cui organizza cerimonie che vedono partecipi musicanti, intellettuali italiani e membri della aristocrazia legata ovviamente anche al Papa.

Roma diventa così come le altre grandi capitali europee, che vedono concentrarsi la vita mondana e culturale nella corte. Tutto ciò che la regina fa è di fatto un investimento politico e d’immagine: il suo obiettivo è di far diventare la corte dei Savoia importante tanto quanto le altre corti europee. Almeno questo era l’obiettivo che si erano poste molte delle corone dell’epoca. Dopo la morte di suo marito nel 1900 si ritira in veste di vedova presso villa Margherita fino alla nascita dei tre nipoti, lasciando la corte del Quirinale al figlio Vittorio, il nuovo Re. Muore così nel 1926 presso la sua casa a Bordighera all’età di 74 anni e viene sepolta nel Pantheon a Roma.

Sempre a Roma nel 1898 viene aperta una scuola normale dedicata alla Regina. Queste scuole sono gli Istituti magistrali fondati per la formazione degli insegnanti, fondamentali nella storia del paese per combattere l’analfabetismo e la poca scolarizzazione. La scuola, la cui durata è di tre anni permette l’accesso a chi ha frequentato quattro anni di scuola elementare, all’età di sedici anni per i maschi e di quindici per le femmine. Gli studenti studiano le seguenti materie: le lingue e la letteratura italiana, geografia generale, storia nazionale, aritmetica e contabilità, elementi di geometria, nozioni di storia naturale, fisica e chimica, norme elementari di igiene, disegno lineare, calligrafia e pedagogia, oltre ad economia domestica. In aggiunta vengono appresi i lavori “donneschi” come il cucito, il taglio e il ricamo.

Proprio come la Regina fece molti atti di solidarietà e patriottismo durante la Prima guerra mondiale, l’Istituto partecipò attivamente alla vita politica del paese; in particolar modo durante la Seconda guerra mondiale aiutando mutilati e invalidi di guerra. Nel 1923 la scuola chiamata “Normale”, diventa così “Istituto Magistrale”: il percorso dura sette anni, quattro per la scuola inferiore e tre per quella superiore. Inoltre per dare agli studenti una maggiore formazione culturale vengono aggiunti il latino e la filosofia alle materie di studio. Nel 1940 con la riforma Bottai viene creata la scuola media: da questo momento solo dopo aver frequentato i tre anni di questa nuova scuola si può accedere all’Istituto, il cui percorso non è più di sette anni bensì di quattro. Nello stesso anno l’Istituto viene trasferito in Via Cerveteri e lì risiede ancora oggi.

Nel corso degli anni la scuola presenta sempre più iscritti, per questa ragione vengono formate poi due succursali. Negli anni ottanta l’Istituto sperimenta introduzione degli indirizzi socio-psico-pedagogico e scienze sociali diventando così a tutti gli effetti un Liceo quinquennale. Nel 1997 non viene più considerato Istituto Magistrale e il titolo non permette l’insegnamento alle scuole primarie. Negli stessi anni viene aggiunto l’indirizzo linguistico, con l’obiettivo del istituto di diventare sempre di più una scuola liceale: con la riforma Gelmini l’istituto diventa definitivamente Liceo delle scienze umane.

Ormai sono passati molti anni dalla nascita di questa scuola, e come studentessa arrivata da poco, anzi da poco in questa scuola non posso far altro che dire che è la mia scuola, unica forse nel suo genere. La mia classe, la 3 B è anch’essa unica nel suo genere: siamo 23 grandi campioni. È solo una classe? Solo un gruppo di studenti? Forse sarà pure una classe come tutte le altre ma di fatto siamo una classe che vive, lavora, studia e fa ricerca all’interno di un Istituto che almeno dal mio punto di vista è una grande scuola. Un modello da seguire? Di sicuro in questa scuola “Il Margherita di Savoia” esistono aspetti positivi e negativi: punti di criticità e punti di forza” ma quale scuola non ha zone d’ombra e punti di luce? Proprio quest’anno nominata come il miglior Liceo delle Scienze Umane di Roma.

Sono al terzo anno di questa esperienza che mi ha insegnato molto sia per le conoscenze di persone, amici, ragazzi e insegnanti appassionati al loro lavoro, ma anche appassionati del modo di fare scuola. La mia scelta non è stata molto semplice, ma sono fiera di aver iniziato questo percorso, lo consiglierei a chiunque, perché questa scuola mi ha insegnato come si riesce ad essere fieri del proprio percorso di studi in termini di formazione, educazione e crescita. In buona sostanza, fare scuola, o meglio ancora fare scuola parafrasando questo scritto fare scuola con la Regina Madre…

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