Contributi degli studenti

Aurora Testani – Giornata della memoria

Il giorno della memoria ogni anno obbliga a confrontarsi con il lato più oscuro dell’uomo. Numerose immagini e filmati ricordano ciò’ che avvenne nei campi di concentramento. Quali sentimenti suscita in te la visione di tali testimonianze?

 

Son passati esattamente settantacinque anni da quando le truppe sovietiche dell’Armata rossa raggiunsero Auschwitz, abbattendone i cancelli e ridando la libertà a tutti coloro che sono sopravvissuti agli orrori commessi dai nazisti nei campi di concentramento.

Così’ da circa venti anni, il ventisette gennaio, si ricorda lo sterminio degli Ebrei e le numerose persecuzioni subite dai deportati (omosessuali, rom, disabili) ma anche l’introduzione delle leggi razziali in Italia. Il Giorno della memoria ogni anno obbliga a confrontarsi con il lato più oscuro dell’uomo ma serve anche per ricordare tutti coloro che si sono opposti al progetto di sterminio mettendo in pericolo la propria vita per proteggere i perseguitati. Per noi uomini e donne del futuro è fondamentale la memoria per impedire che una tragedia come questa possa ripetersi nuovamente. E non c’è luogo migliore, per i giovani di oggi della scuola, per poter affrontare questa tematica attraverso numerose iniziative. Le moltissime immagini, i filmati, i documentari, le ricostruzioni di ciò che avvenne nei campi di concentramento suscitano in noi un turbine di emozioni e quasi per reazione si sta diffondendo una corrente di pensiero che nega la veridicità dell’Olocausto.

Purtroppo quello che è accaduto rimane impresso nelle menti di coloro che l’hanno vissuto sulla propria pelle ma hanno avuto la fortuna di uscire vivi da quel luogo di terrore. Ciò che ci colpisce sono innanzitutto le immagini strazianti, i volti di coloro che dopo un lungo viaggio, arrivavano nei campi di concentramento e da quel momento in poi non erano più persone ma numeri ed erano ignari della morte imminente che sarebbe arrivata.

Tante sono le immagini che raffigurano intere stanze colme di valigie dei deportati, ciocche di capelli intrecciate l’una con l’altra, montature di occhiali, abiti e scarpe. Come ben sappiamo i deportati, una volta arrivati nei campi venivano fatti spogliare con la scusa di poter fare una doccia e in gran parte morivano poco dopo nelle camere a gas. Ogni uomo lì perdeva la propria dignità di essere umano ed era privato di tutte le sue facoltà.

Vedendo e conoscendo tutto questo non si può che restare ammutoliti, sconcertati del fatto che tutto ciò sia potuto accadere e che l’uomo si sia spinto fino a questo punto. Tante sono le domande ma nessuna risposta riesce a colmare il dolore e l’angoscia provata. Per approfondire ancora di più questo argomento, ci sono anche molti film e ricostruzioni di quei terribili momenti.   Ti ritrovi davanti allo schermo a ripercorrere passo dopo passo ogni singolo attimo di ciò che hai letto nel libro di storia, dove magari non avevi prestato la giusta attenzione e tutto sembra rivivere in te come se fossi tornata indietro nel tempo e stessi vivendo anche tu quei momenti. Un senso di vuoto ti percorre da cima a piedi, la paura di quegli attimi ti fa tremare le gambe ed il cuore e l’innocenza di quelle persone, la cui unica colpa era di non appartenere alla razza ariana e per questo considerati inferiori, ti fa precipitare in un dolorosissimo pianto. E un qualcosa che non si riesce a spiegare perché non si può spiegare.

Bisogna solamente riflettere in silenzio, assimilare a fatica quell’orrore per avere una maggior consapevolezza di ciò che è accaduto nel passato per poter migliorare il nostro futuro. Ancora oggi tutti le immagini riguardanti l’Olocausto ci turbano e questo è un vero bene perché l’uomo deve rimanere sempre indignato e pietrificato di fronte a questa malvagità, dove la bestia ha preso il sopravvento sulla natura umana.

Trattando questi argomenti a scuola mi sono resa conto di quanto abbiano un forte impatto emotivo anche gli incontri con i sopravvissuti o con coloro che hanno vissuto direttamente quei giorni. Ci si può rendere immediatamente conto di come la loro vita è stata segnata, i loro occhi brillano di meno e la loro voce trema ancora nel ricordare quegli attimi vissuti. Tante sono le domande che mii tormentano: cosa gli avrà dato la forza per sopravvivere? Com’è stato tornare a casa, dormire nel proprio letto, riprendere in mano la propria vita e reinserirsi nella società? Particolarmente intensa è stata la videoconferenza dal Teatro degli Arcimboldi di Milano con la senatrice Liliana Segre, la quale, ci ha raccontato la sua storia, l’esclusione dalla scuola in seconda elementare in seguito alle leggi razziali, la fuga con il padre in Svizzera, il lungo viaggio e poi l’arrivo e la sofferenza nel campo di Auschwitz. Tutti gli studenti sentendo le sue parole, che penetravano dentro di noi, rimasero in silenzio e ascoltarono con grande rispetto.

Sono pertanto convinta di quanto queste testimonianze ed i sentimenti, le emozioni che hanno suscitato in noi siano importanti per abbattere tutte le barriere che dividono gli uomini rendendoli diversi e oggetto di discriminazione. Non bisogna quindi permettere che l’umanità venga umiliata nuovamente portando ancora dolore negli uomini ed è importantissimo non far cadere nel silenzio il ricordo dell’orrore, del terrore e della paura che questi eventi, suscitano e devono in noi così da spingerci a creare un futuro migliore e a non commettere più gli orrori del passato.

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