Reciprocità e didattica audiovisiva

Agnese Proietti – Via dall’incubo

Titolo originale: Enough

Genere: Thriller Drammatico

Anno: 2002

Diretto da  Michael Apted

TRAMA

La storia inizia quando Slim, una giovane cameriera che lavora in una piccola tavola calda di provincia, viene difesa da un cliente che la infastidiva dall’uomo d’affari Mitch. La donna rimane talmente colpita dal gesto di quest’uomo da innamorarsene e finire per sposarlo. Da questo matrimonio nascerà anche una bellissima bambina, Gracie. Anche se la loro vita familiare sembra perfetta, in realtà Mitch si rivelerà essere un uomo violento, che ha sempre tradito la moglie con diverse donne e che considera Slim e Gracie una sua proprietà. La donna, dopo aver provato numerose volte a chiedere aiuto invano, decide di scappare. Il marito, sempre più violento, anche nei confronti della figlia, la insegue e Slim, disperata, chiede aiuto a suo padre, che non l’aveva mai riconosciuta e con cui aveva un rapporto difficile. L’uomo la mette in contatto con un istruttore di arti marziali che la allena all’autodifesa. Quando arriva a sentirsi pronta, Slim si fa trovare dal marito e, in un drammatico scontro, lo affronta e lo uccide. Il film si concluderà attraverso una scena nella quale possiamo vedere la donna e la sua nuova vita insieme a sua figlia Gracie e Joe, il suo vecchio fidanzato, verso un nuovo e più roseo inizio.

COMMENTO

Personalmente ho visto questo film numerose volte da quando sono piccola ed ogni volta, nel guardarlo, provo le stesse sensazioni che ho provato alla prima visione, questo per far capire quanto per me sia stato d’impatto. È infatti una storia molto forte, sia da rappresentare, che da guardare e da raccontare, ma è pur vero che è la storia di numerose donne che quotidianamente devono affrontare l’uomo che dice di amarle. Trovo infatti assurdo che nel ventunesimo secolo ci siano ancora casi di violenza sulle donne e di femminicidio e trovo ancora più assurdo che spesso e volentieri si è soliti dare la colpa alle donne stesse usando la tipica frase “se l’è cercata”. Trovo ridicolo che nel ventunesimo secolo siamo ancora costretti ad insegnare ad una donna a difendersi piuttosto che insegnare ad un uomo che le donne non vanno toccate, in nessun caso. Questo rappresenta il tema principale che di fatto segna la profondità del tema sociale che sarà il filo conduttore d tutta la storia.

Mi è piaciuto molto questo film perché affronta questi argomenti in modo crudo, senza “eroicizzare” nessuno e senza amplificare gli eroi là dove non servono, ma raccontando semplicemente la storia di una donna che può essere chiunque nel mondo. Mi ha colpito ed emozionato come Slim, la protagonista, ha subito le violenze del marito per anni, fino a quando egli non è arrivato a colpire la figlia, Gracie. Secondo me questo particolare ha un significato molto forte, in quanto la donna è stata capace di “accettare” il peggio su di lei, ma quando ciò ha coinvolto sua figlia, ella ha trovato la forza di reagire. Penso, infatti, che una delle tematiche di questo film sia anche il rapporto madre-figlia, capace di sfidare e di combattere qualsiasi cosa, se unito e forte. Concludendo, sicuramente consiglio la visione di questo film a chiunque, in quanto, come già detto, tratta degli argomenti anche se crudeli, purtroppo, attuali.

Spero che abbia lasciato un qualcosa, di negativo o di positivo a chiunque, come me, lo ha già visto e spero che chi non ha avuto ancora occasione di vederlo, ne abbia la possibilità, in quanto ne vale veramente la pena.

Agnese Proietti

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