Generale

Vanni Baldieri: Intro

Lo scopo di questo spazio web è quello di provocare i ritmi troppo veloci e sincopati della società moderna, dando spazio alla riflessione e al dialogo attraverso la voglia di comunicare con gli altri; scoprire la mente e quindi il cervello e le proprie capacità, mettendo a frutto le parole, i discorsi, i ragionamenti, le idee e i progetti che altrimenti si perderebbero nel vuoto del baratro colonizzato dal web. Quanti percorsi e quanta progettualità rimane inesplorata? Chi è realmente fonte dell’innovazione? Da dove nascono le idee che formano la mente? Si tratta di porzioni liquide che si trasformano attraverso il nostro cervello. È dunque su quello che dobbiamo agire per contrastare i ritmi di società che dimentica di dare il giusto spazio alla riflessione. Questo sito ha il preciso obiettivo di andare contro la metafora del “tutto e subito”. È dunque un modo per dare spazio alla reciprocità del contatto umano tra gruppi d’individui che vogliono interagire seriamente; in altre parole un modo per scambiare opinioni, giudizi su qualsiasi cosa basta che non sia veloce come un espresso. È un mezzo per dare vita al caffé telematico in videoconferenza. Un’esperienza unica nel suo genere e che si può ripetere avendo a disposizione un sistema in grado di interagire con lo standard h320. Tutto ciò può dare vita ad un percorso scientifico di analisi di testi, percorsi di ricerca, articoli, saggi, racconti, storie ma anche semplicemente idee che hanno come filo conduttore il tema della reciprocità. Si sente spesso parlare di formazione a distanza, di teledidattica, formazione on-line, piattaforme digitali e di tecnologie complesse che si dimenticano del valore umano della reciprocità; raramente si pensa all’importanza del dialogo come forma d’interazione utile a favorire il contatto come una forma di apertura verso l’altro. Chi è l’altro? Non è solo la macchina, il video, insomma la tecnologia fine a se stessa, ma colui che oltre ad utilizzarla ha soprattutto voglia e tempo di discuterne le finalità, leggendo un libro magari con una tazzina di caffè sorseggiata con calma. Questa forma di reciprocità non ha nessun altro scopo se non quello di dare voce a chi ha voglia di costruire qualcosa attraverso la condivisione delle parole e del dialogo telematico in videoconferenza che a differenza di altre esperienze non costa nulla. L’idea è dunque quella di essere leggeri come l’ossigeno lasciandosi conquistare dall’aroma del caffé come forma di espressione dell’interazione tra gruppi di individui che hanno ancora fiducia nel sistema uomo.

E ALLORA COS’È UN CAFFÈ SOCIOPEDAGOGICO?

Un caffè sociopedagogico non è altro che uno spazio libero dedicato alla riflessione e al dialogo tra un insieme di individui aperti e disponibili alla reciproca conoscenza, dunque all’apprendimento e alla discussone, rispettosa dei diversi punti di vista introdotti da uno o più moderatori. Nella fattispecie di questo spazio web, il caffè sociopedagogico viene prevalentemente svolto in videoconferenza nell’ambito universitario, ma non si limita ad annoverare principi, congetture, teorie o paradigmi di soli docenti universitari, studiosi, pensatori o ricercatori, bensì anche opinioni, giudizi, commenti di chi ha voglia di crescere attraverso le parole, i dibatti, le polemiche, le critiche e le asperità dell’uomo comune. È uno spazio libero ed è interattivo in quanto offre ampio respiro alla democrazia della mente senza nessun vincolo di esclusione di parte o di ruolo, né di status e nemmeno di genere. Non è uno spazio vincolato da tutte quelle reti di significato che in un modo o nell’altro limitano il valore dell’espressione libera della conoscenza umana. In altre parole il caffè sociopedagogico offre all’interlocutore, o se volgiamo al generico utente della rete, tutto ciò che i media non hanno mai offerto: interattività, gratuità e obiettività. Tre elementi fondamentali per acquisire quella credibilità e onestà intellettuale che i mezzi di comunicazione di massa non hanno mai avuto. I mass media hanno sempre imposto il loro punto di vista senza avere il coraggio e la pazienza di ascoltare il punto di vista dell’altro. Sono impositivi per definizione: informano ma non ascoltano. Da questo punto di vista il caffè sociopedagogico ha il preciso obiettivo di essere democraticamente aperto all’apprendimento, senza pretendere nulla in cambio. E allora quali sono i requisiti fondamentali per allestire un caffè socio-pedagogico? Apertura alla socievolezza, disponibilità all’apprendimento, tempo, voglia di comunicare e soprattutto voglia di crescere.

Se le metropoli urbane, il capitalismo, la recessione economica, le guerre, i disastri atmosferici, la depressione, l’arroganza, i soprusi, l’egoismo e certa politica non hanno ancora tolto l’entusiasmo di chi vuole interagire con gli altri, allora vale la pena di tentare di credere nell’animale uomo: la migliore o peggiore creatura dell’universo? Lascio al lettore questa bizzarra provocazione…,

Vanni Baldieri.

Fermiamoci dunque un istante e pensiamo al significato della parola reciprocità e poi scriviamo al seguente indirizzo di posta elettronica: caffevanni@gmail.com.

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