Contributi degli studenti

La sigaretta elettronica e la sua storia – Claudia Lucarini

Un giorno le macchine riusciranno
a risolvere tutti i problemi, ma mai
nessuna macchina sarà in grado di
porre un problema.

Albert Einstein

Ai giorni nostri è persino scontato ammettere che l’evoluzione tecnologica ha portato dei cambiamenti radicali nella società grazie alle sue innovazioni, basti pensare al fatto che con gli smartphone siamo “connessi” 24 ore su 24 e che, ormai le macchine elettroniche hanno sostituito quasi completamente i lavori manuali e non solo: il mondo ludico, quindi il piacere è ormai quasi tutto elettronico! Si parla spesso di sesso virtuale, come di partite a scacchi con il PC, ma anche di registri elettronici a scuola, di voti on line e dunque anche il sapore della nicotina viene filtrato dalla sigaretta che ormai è diventata anch’essa elettronica.

Certo non possiamo affermare che oggi tutto è tecnologia, ma di sicuro che molto è tecnologia: elettronica, digitale, quindi robotica; oggetti fabbricati dalle macchine come l’insalata e le carotine che ritroviamo imbustate nelle catene di montaggio dalle grandi multinazionali.

Quasi ogni giorno ci sono nuove invenzioni nel campo tecnologico: la sigaretta elettronica ne è in tal senso un esempio, soprattutto perché riguarda un bene di largo consumo che coinvolge la nostra quotidianità. Allora viene spontaneo chiedersi che cos’è realmente la sigaretta elettronica? Si tratta di un dispositivo concepito per simulare e sostituire, nell’utilizzo e nell’aspetto, i sistemi tradizionali per fumare derivati del tabacco, come sigarette o sigari. È difficile identificare con precisione l’ideatore iniziale della sigaretta elettronica, ma in ogni caso quest’invenzione non è moderna e recente.

Il funzionamento che sta alla base di una sigaretta elettronica, ovvero la tecnica del fumo attraverso l’evaporazione, risale agli inizi del 1500, quando un medico indiano, realizzò le prime pipe ad acqua per conto dell’imperatore Shiekh. Un’invenzione che non è di certo recente ma ha una storia molto antica.

Lo scopo di queste pipe ad acqua era l’inalazione di varie sostante medicali mediante un processo di combustione; tuttavia da questa scoperta non si ebbe alcun tipo di risultato e per attendere nuovi sviluppi su questo tema si dovette arrivare agli inizi del 1960, quando un cittadino americano Herbert A. Gilbert, scoprì che il processo di combustione dei liquidi potesse essere sostituito da una batteria, in grado di riscaldare un liquido fino a farlo evaporare. Neanche in questo caso però il progetto continuò, ed un drastico cambiamento della sigaretta elettronica si ebbe solamente nel 2002.

Hon Lik, un dottore cinese, mentre era nella vasca da bagno e stava applicando sulla sua pelle un cerotto per smettere di fumare, capì di non voler rinunciare alla sensazione che si prova durante l’aspirazione della sigaretta, quindi pensò e progettò una sigaretta che funzionasse a vapore alimentata per mezzo di impulsi elettrici. Da qui iniziò l’ascesa delle sigarette elettroniche.

Questi apparecchi contengono una quantità variabile di nicotina, racchiusa nelle apposite cartucce insieme ad una miscela chimica composta da acqua, glicerolo ed aromi di vario gusto, che permettono al fumatore un’esperienza più gradevole rispetto all’odore del tradizionale tabacco. Ciò abilita l’utilizzo di questo strumento in luoghi pubblici, rendendo ancora più assuefatto chi ne fa uso. Tale miscela è fatta vaporizzare, passando dallo stato liquido a quello di vapore, per effetto del calore. Le singole cartucce contengono, in genere, tra 6 e 24 mg di nicotina. Alcuni modelli possono esserne privi e rilasciare solo un vapore aromatizzato.

L’assoluta sicurezza delle sigarette elettroniche non è ancora stata scientificamente dimostrata, e non mancano studi preliminari che dimostrano il contrario. Ad ogni modo, è ipotizzabile che questi prodotti presentino meno effetti tossici rispetto a sigari, sigarette e simili. Le conferme cliniche sono insufficienti per trarre conclusioni definitive, anche se alcune prove sperimentali sono promettenti e suggeriscono che questi dispositivi sembrano più sicuri rispetto alle sigarette tradizionali in quanto, le sigarette elettroniche paiono apportare meno nicotina rispetto al fumo di tabacco.

Il più importante fattore di rischio per il tumore del polmone è rappresentato dal fumo di sigaretta. Ciò significa che più si è fumato (o più fumo si è respirato nella vita), maggiore è la probabilità di ammalarsi. E questo rischio rimane e non dobbiamo nasconderci dietro l’alibi che visto che si tratta di un prodotto elettronico non fa male: questo non possiamo assolutamente dimostrarlo.

Nella sigaretta elettronica, non essendo presente la combustione, verrebbero a mancare i residui tossici dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici ecc.), quindi le sigarette elettroniche sono probabilmente più sicure dei prodotti tradizionali utilizzati per inalare il fumo.

Sono spesso pubblicizzate come prodotti sostitutivi ed alternativi al tabacco o come dispositivi addirittura utili per provare a smettere di fumare.

Nel luglio 2013, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha preso posizione in merito, dichiarando che non sono ancora stati condotti studi rigorosi per determinare se le sigarette elettroniche sono realmente efficaci per aiutare le persone a smettere di fumare.

Anche se il “fumo” artificiale delle sigarette elettroniche sembra contenere meno tossine rispetto a quelle presenti nel fumo di sigarette tradizionali, l’impatto sulla salute a lungo termine deve essere ancora approfondito. Quindi non difficile pensare che deve necessariamente l’uomo ha porre i problemi: le macchine servono per risolverli.

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