Contributi degli studenti

Rileggiamo l’articolo n.34 della Carta Costituzionale Italiana – Alessandro Leo

L’istruzione è l’arma più potente
che puoi utilizzare per cambiare il mondo
Nelson Mandela

Partiamo con il presupposto, come affermò Victor Hugo, con una frase semplice e diretta, sicuramente incisiva scritta in un periodo lontano il romanticismo francese, ma quanto mai attuale: “colui che apre una scuola chiude una prigione”. In un così breve aforismo si racchiude tutta l’importanza della scuola, la quale deve avere un impatto non poco indifferente alle giovani menti degli studenti, i quali dovrebbero essere in grado di avere una visione eclettica del mondo che li circonda, in modo tale da saper affrontare tutte le sfide che la vita gli riserverà, sia in contesto lavorativo sia in contesto domestico e familiare.

Al giorno d’oggi la scuola, volendo provare a generalizzare l’offerta che viene definita gratuita (fatta eccezione per un’imposta da pagare al superamento della scuola dell’obbligo) in almeno in almeno tre grandi gruppi, quindi non proprio soggetti a onerose tasse: la scuola primaria, la scuola secondaria di primo grado e gli istituti superiori, quali scuole professionali e licei. Come recita l’articolo n.34 della costituzione italiana “la scuola italiana è aperta a tutti, l’istruzione inferiore impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, attraverso l’adempimento dei diversi gradi scolastici, lo Stato italiano si impegna nel garantire l’adeguata formazione dello studente, il quale alla fine degli anni obbligatori di studio dovrà possedere una certa soglia minima di competenze anche trasversali. Coloro che vorranno approfondire il loro percorso di formazione, e raggiungere consequenzialmente “i gradi più alti degli studi” ne avranno dunque l’opportunità. Nel caso fossero “privi di mezzi”, lo Stato italiano s’impegnerà nel garantire loro l’accesso ai piani più alti degli studi attraverso delle borse di studio. Lo Stato quindi, s’impegna a garantire una soglia minima di istruzione per ciascun studente in modo tale da combattere l’impoverimento culturale, ma ciò non basta ad immergersi nel mondo lavorativo e sociale. Infatti, per via di una maggiore richiesta di personale competente da parte delle aziende, ed una notevole difficoltà ad aprire un’attività in proprio senza le giuste capacità specifiche per il determinato settore (acquisibili attraverso un’erudita formazione scolastica), è impossibile entrare in un contesto lavorativo. Inoltre, con una bassa conoscenza di cultura generale è difficile acquisire un giusto pensiero critico, indispensabile per ogni attività futura. Di conseguenza è necessario aumentare l’età minima di studio obbligatorio, in modo da completare e arricchire le abilità personali di ogni ragazzo, e per contrastare il sempre più dilagante fenomeno drop out, quindi all’abbandono precoce degli studi senza completare il necessario grado di istruzione di cui lo studente ha bisogno. In aggiunta a questo, la scuola oltre ad arricchire l’individuo di informazioni necessarie per il proprio titolo di studio e dunque al suo futuro percorso lavorativo, dovrebbe puntare di più alla formazione del soggetto che si orienta  ad un sempre più alto grado di conoscenza. Come affermò uno dei più grandi filosofi ellenistici, Plutarco:

«la mente non è un vaso da riempire ma un fuoco da accendere».

In riferimento a ciò, tutte le scuole di ogni diverso grado oltre ad arricchire la persona dal punto divista informativo, dovrebbero far capire all’alunno in che modo usufruire delle informazioni apprese durante il periodo scolastico, in vari ambiti e contesti, sia per “mettere a fuoco” in che modo applicare tali concetti, sia per spingere la persona ad approfondire sempre di più l’argomento, “a mantenere viva la fiamma della conoscenza e del sapere” attraverso situazioni reali di confronto.

Quindi possiamo anche affermare che: corsi ma anche esperienze formative, non necessariamente extrascolastiche, in quanto fanno hanno fatto parte del mio percorso di studi, nella realtà dei fatti sono stati realizzati attraverso progetti esterni, dunque dovrei ammettere che se fossero stati svolti durante le ore scolastiche mi avrebbero evitato una fatica che in fondo oggi posso dire sia stata inutile. In buona sostanza le ore trascorse nella scuola pubblica non sempre ottimizzano le energie impiegate sia dai docenti sia dagli studenti. Un problema organizzativo? Un problema di risorse? Non è facile dare una risposta a queste domande ma dal mio punto di osservazione si perde molto tempo quindi anche energie e risorse in una scuola trasformata in macchina burocratica che rischia di ingolfarsi solo per la mera soddisfazione di compilare moduli che di fatto si rivelano inutili, doppi e tripli anche perché vengono richieste sempre le medesime domande.

È anche vero che molto spesso, l’alunno si concentra maggiormente sull’aspetto relativo alla valutazione, piuttosto che ad aver appreso realmente i concetti impartiti, perciò oltre alle prove di valutazioni orali e scritte, sarebbe opportuno realizzare dei veri e propri contesti in cui usufruire delle proprie conoscenze, quindi avere più spazio dibattiti su temi inerenti di ogni materia, dibattiti in lingua straniera, ed esperimenti di fisica e scientifici utilizzando strumenti più sofisticati. In futuro, la scuola diverrà sempre più digitale, sia durante la scuola dell’obbligo, sia durante il periodo non obbligatorio. Infatti, con il maggior ricorso alle video-lezioni online, lo studente si pone in un contesto differente sia dal punto di vista sociale sia nell’ambito scolastico, che privilegerà le competenze informatiche ma diminuirà le interazioni sociali tra gli alunni, il quale era uno degli aspetti più importanti della scuola poiché lo studente andava incontro fisicamente ad un contesto totalmente differente rispetto a quello familiare, e di conseguenza apprende come relazionarsi con gli altri, capire l’affidabilità di una persona e riconoscere in che modo approcciarsi con quest’ultima. Il tutto andava a costituire l’esperienza scolastica al di fuori dello studio, la quale poteva essere fonte utile per questioni future di ogni tipo. Sicuramente anche con il ritorno all’attività didattica in presenza, le nuove tecnologie informatiche continueranno ad essere vantaggiose per quanto riguarda il rapporto di vicinanza tra scuola-alunno, il quale potrà rivolgersi al docente facendo uso dei gruppi su meet e la piattaforma di google classroom, o potrà approfondire le proprie conoscenze attraverso la visione di video direttamente online, magari su youtube. In conclusione, fino al terzo anno di scuola superiore lo Stato e la mia famiglia mi hanno permesso di raggiungere un buon livello di istruzione che potrà essere arricchito sempre di più e credo che sia doveroso da parte mia riconoscerlo, e dunque ringraziarli entrambi per tutto quello che ho ricevuto.

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