Contributi degli studenti

Alessia Di Fazio – La Scuola aperta a tutti

La scuola è il nostro passaporto
per il futuro, perché il domani
appartiene a coloro che oggi si
preparano ad affrontarlo.

Malcom X

          Esattamente come recita l’articolo 34 della costituzione italiana, la scuola è aperta a tutti. In effetti possiamo porci la domanda se questo articolo non è soltanto una frase sterile per esperti studiosi di diritto oppure se effettivamente è applicata anche ella realtà. Sempre questo stesso articolo prosegue: L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e i meritevoli, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze che devono essere attribuite per concorso.

In base alla mia esperienza, nel mio percorso di studi non ho mai dovuto pagare tasse, questo a testimonianza di quanto sancisce l’articolo 34 della costituzione che prevede la gratuità per la frequenza scolastica. A partire dalle scuole medie, l’acquisto dei libri di testo è stato a carico della mia famiglia mentre alle scuole primarie i libri ci venivano forniti direttamente dalla scuola a spese del comune. Nei casi in cui vi erano famiglie con difficoltà economiche lo Stato interveniva coprendo spese quali: l’acquisto dei libri scolastici, il pagamento dei mezzi di trasporto pubblici e della mensa. Nel particolare momento che stiamo vivendo, a causa del COVID-19, la scuola fornisce in comodato d’uso gratuito apparecchi elettronici (tablet, computer, etc) connessioni internet per permettere a tutti di seguire le lezioni. E da questo punto di vista, devo ammettere che effettivamente mi sono sentita assistita dallo Stato, intendo con questo termine non solo il governo e il Ministero dell’Istruzione ma anche lo Stato come collettività. Il problema forse sarà il futuro.

L’iscrizione all’università, per mia conoscenza, prevede il pagamento di tasse universitarie, ma, sempre in relazione all’articolo 34 della costituzione che prevede, oltre alla gratuità dell’istruzione, anche il premiare alunni capaci e meritevoli, sono previste borse di studio che permettono di agevolare lo studente e la famiglia nel proseguire il proprio percorso. Sinceramente questo mi conforta. Come sappiamo, però, non è stato sempre così, infatti questa legge è entrata in vigore solamente intorno al 1946. Prima la scuola veniva frequentata da persone provenienti da famiglie ricche, che potevano quindi permettersi di pagare gli studi. Per questo motivo il grado di analfabetismo era nettamente superiore rispetto a quello degli anni successivi. Per quanto riguarda la scuola in generale, molti anni fa, l’organizzazione e i metodi di istruzione erano completamente diversi da oggi: prima di tutto erano presenti classi o addirittura istituti solo per donne e solo per uomini, ogni studente doveva indossare una divisa o quantomeno un grembiule. Gli insegnanti avevano un metodo di insegnamento molto più severo, inoltre, non erano presenti elementi di ricerca digitali (si studiava solo ed esclusivamente sui libri). Oggi invece succede esattamente l’opposto: le classi sono miste, non è presente una divisa ben precisa da indossare (escludendo le scuole primarie), ma esistono alcune regole che prevedono di evitare l’utilizzo di alcuni capi di abbigliamento non idonei. Quindi anche nella forma il non utilizzo del grembiule di fatto può essere visto come una forma democratica di apertura anche a chi non ha i mezzi per acquistare costose divise o altre forme di onerosi formalismi così come accade in altre scuole europee. Gli insegnanti sono molto più disponibili per ogni richiesta dell’alunno cosa che a quanto mi raccontano i più grandi credo sia realmente vero. Quest’anno frequento il terzo anno del liceo scientifico con indirizzo scienze applicate. La scuola è sempre stata vista da me come un’opportunità per conoscere, per apprendere e soprattutto per aprire le porte ad uno futuro lavoro. Di sicuro di tablet e computer, telecamere e microfoni forniti dalla scuola ne ho visti pochi, ma forse non ne sono venuta a conoscenza.

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