Contributi degli studenti

Luca Ianni – Anagni, la città dei papi

Non basta dire che la storia è
il giudizio storico,
ma bisogna soggiungere che
ogni giudizio è giudizio storico,
o  storia senz’altro.

LA STORIA COME PENSIERO E COME AZIONE

BENEDETTO CROCE

 

La città di Anagni si trova in provincia di Frosinone ed è conosciuta come la città dei Papi, in quanto fu residenza e sede papale, ma soprattutto perché qui nacquero quattro Pontefici, ovvero Innocenzo III, Alessandro IV, Gregorio IX e Bonifacio VIII. La cittadina, anticamente conosciuta come Anagnia, fu capitale della Confederazione degli Ernici, diventando poi nel 306 a. C. prefettura e quindi municipio. Fece da scenario alle lotte tra Alessandro III e Federico Barbarossa, che si svolsero nel 1160 e qui il papa promosse una riunione di cardinali e prelati con la finalità di scomunicare l’imperatore.

Inoltre la città fu oggetto dell’intolleranza delle opposte fazioni politiche, finché cadde sotto la signoria dei Caetani.

Nel 1303 Bonifacio VIII fu imprigionato dai francesi e dai partigiani condotti da Guglielmo di Nogaret e Giacomo Sciarra Colonna, ma venne successivamente liberato dai cittadini.

Passò alla storia lo schiaffo che, secondo la ricostruzione di molte fonti storiche, Giacomo Sciarra Colonna avrebbe dato al papa; episodio inserito nelle vicende storiche come “schiaffo d’Anagni”.

I motivi che causarono questo evento, però, sarebbero riconducibili all’esigenza di Filippo il Bello di tassare i beni ecclesiastici sul suolo francese, di contro risposta Bonifacio VIII scrisse una serie di bolle, in parte disattese e ignorate, in parte bruciate e falsificate dalla cancelleria francese, fino alla bolla di scomunica Unam Sanctam del 18 novembre 1302, affissa sulle porte della cattedrale di Anagni la mattina dell’8 settembre 1303.

Filippo il Bello ovviamente doveva in tutti i modi evitare la scomunica, considerando le conseguenze politiche e coercitive in nel pieno medioevo, pertanto inviò in Italia Guglielmo de Nogaret che, grazie all’appoggio della nobile famiglia romana dei Colonna, arrivò ad Anagni precisamente nella notte tra il 6 e il 7 settembre; inoltre e non di poco conto aveva con sé aveva un esercito composto da fanti e cavalieri capeggiato addirittura da Giacomo Sciarra Colonna.

L’esercito riuscì così a penetrare nella città e a questo punto, secondo la tradizione, papa Bonifacio VIII si sarebbe rifugiato nel palazzo della famiglia Caetani, proprio nella Sala degli Scacchi, luogo in cui ricevette il famoso schiaffo. Ora da un’attenta e scrupolosa analisi documentaria possiamo affermare che non si hanno notizie ufficiali e certe di tale avvenimento, in quanto non abbiamo prove ne concrete, ne documentarie ma il fatto ormai noto anche agli storici attesta che di sicuro un insulto morale venne proferito, anche se non siamo certi di quale natura e in quale forma.

Infine sappiamo che Bonifacio VIII venne liberato dopo qualche giorno dagli abitanti di Anagni e scortato fino a Roma, dove morì poco dopo l’11 ottobre del 1303.

Un monumento rilevante ad Anagni è la Cattedrale, risalente agli anni 1072-1104 e realizzata per volere del vescovo Pietro da Salerno. Secondo la leggenda, egli fu inviato a Costantinopoli con la nomina di legato pontificio, durante il soggiorno riuscì a guarire l’imperatore bizantino Michele VII affetto da un grave morbo, grazie all’intercessione di San Magno. Grato per il miracolo ottenuto, l’imperatore di Bisanzio fu molto generoso con Pietro, a tal punto che lo finanziò affinché completasse i lavori di realizzazione della Cattedrale di Anagni.

Quest’ultima all’esterno si presenta in stile romanico emiliano-lombardo, il quale dopo il restauro del 1250 fu convertito in gotico lombardo, sostituendo le capriate della navata centrale e del transetto con archi che poggiano su pilastri e semicolonne.

La semplice facciata pone l’attenzione sulla mano delle maestranze cassinesi che intervennero nella prima parte della costruzione della Cattedrale, inoltre la superficie è movimentata da alcune aperture nella parte superiore e dalle tre porte, di cui la centrale è definita porta Matrona. I motivi decorativi della facciata sono da trovare nei numerosi inserti marmorei provenienti da vari monumenti di età romana e dalla precedente chiesa di età carolingia. Per quanto riguarda l’interno della Cattedrale, osserviamo che l’aspetto attuale della chiesa è la conseguenza dell’imponente serie di lavori a cui fu sottoposta tra il 1231 e il 1255.

Questi portarono alla nuova codifica delle arcate in linguaggio gotico e alla messa in opera del pavimento cosmatesco, splendido “tappeto di preghiera” opera di Cosma e dei figli, Luca e Jacopo.

Infine precisiamo che nel ‘600 il vescovo Seneca fece effettuare delle modifiche ancora più radicali, trasformando così la chiesa in stile barocco e lo fece coprendo le capriate con volte a botte, rimuovendo il coro e coprendo gli antichi affreschi; inoltre dopo altri interventi realizzati a fine ‘800, fu ripristinato l’aspetto originario del duomo.

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