Reciprocità e didattica audiovisiva

Cropano Giusy – Five feet apart

Titolo Originale: Five feet apart

Genere: Drammatico e sentimentale

Anno: 2019

Regia: Justin Baldoni

TRAMA

Stella e Will sono due ragazzi affetti da Fibrosi Cistica; si conoscono durante un ricovero al St. Grace, ospedale in cui Stella effettuava terapia già da 10 anni, tutti documentati da video che lei stessa condivideva con il mondo per far conoscere la sua malattia. Questa malattia impone loro severe regole, specialmente negli scambi fra chi ne è affetto: una delle regole fondamentali è restare a due metri di distanza, per evitare possibili infezioni incrociate che possano risultare fatali.

I due ragazzi si innamorano, ma più il tempo passa, più Will inizia ad aggravarsi e, per timore di ferire Stella, decide di troncare il loro rapporto. Sarà Stella a trovare un modo di vivere la loro storia, “rubando” alla distanza di sicurezza un metro.

L’euforia del primo amore, la felicità della condivisione, vengono stroncate dalla morte improvvisa del migliore amico di Stella. Questo evento la porterà a prendere decisioni estreme. I personaggi possiamo affermare che sono costruiti secondo una logica di contrapposizione: Will è un giovane ribelle che rifiuta costantemente le costosissime cure sperimentali; Stella invece è una figlia diligente amante delle regole. Dopo essersi innamorati i loro ruoli si scambiano: Stella, stanca di vivere per gli altri e non per sé, smette di seguire la terapia, mentre Will cerca di prendere altro tempo alla morte.

COMMENTO

Questo film mi ha permesso di riflettere su un tema delicato come la morte; quello che ci porta via, ma soprattutto quello che decidiamo di farle portare via. Nella nostra società si è sempre di fretta e non siamo mai in grado di apprezzare i momenti fugaci che risultano essere sempre i più belli. Allora io mi fermo, mi guardo intorno e cerco di apprezzare quello che ho e quello che sono.

Il loro era un amore che non bastava; volevano sempre un centimetro di più ma non potevano averlo. Questo mi ha fatto meditare su quanto sia importante il contatto: lo sfiorarsi, il sentirsi, l’abbracciarsi; in fondo essi rappresentano gli aspetti primari della socializzazione estesa a qualsiasi livello di relazione umana.

Inoltre, questo film, mi ha instillato la curiosità di ricercare la malattia di cui erano affetti i due ragazzi, poiché a me, poco prima, sconosciuta; è per questo che il film è stato anche educativo.

Cropano Giusy

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